CREDITO R&S – Possibile il riversamento spontaneo entro il 30 settembre

Sono in arrivo le lettere di compliance relative all’indebito utilizzo del credito d’imposta R&S. Chi ha erroneamente usufruito dell’agevolazione può riversare gli importi tramite una speciale procedura senza applicazione di sanzioni e interessi (art.5, commi da 7 a 12, Dl n. 146 del 21 ottobre 2021), mediante invio di comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2022. Tale procedura prevede la possibilità di regolarizzare le indebite fruizioni dei crediti d’imposta R&S maturati fra il 2015 e il 2019, senza irrogazione di sanzioni e interessi.

Alcune di queste comunicazioni sono corredate da una valutazione preliminare della posizione fiscale del contribuente, ovvero dalla segnalazione di indicatori di anomalia, sintomatici del possibile utilizzo indebito del credito d’imposta. Tali indicatori rappresentano soltanto un indice di potenziali anomalie, e prescindono completamente da qualsiasi valutazione in merito alle spese di ricerca e sviluppo sostenute e/o alla natura del progetto agevolato. Le lettere di compliance, dunque, si limitano ad informare sui periodi oggetto di anomalia, permettendo alle imprese di valutare se aderire al riversamento volontario.

L’attività di informazione preliminare nascerebbe dalla considerazione che sulla base dei controlli finora effettuati, sarebbe stata rilevata, in alcuni casi (molti secondo l’Agenzia), la presenza di investimenti non qualificabili come R&S in ragione di una carenza dei requisiti di novità e di incertezza tecnologico-scientifica e finanziaria. A tal proposito, è opportuno far osservare che si sta consolidando una corrente giurisprudenziale in difesa dei contribuenti, che contesta all’Agenzia delle Entrate l’assenza di adeguate competenze tecniche, l’erronea applicazione dei manuali di Oslo e Frascati ante 2019 (la cui traduzione ufficiale in lingua italiana, tra l’altro, si è resa disponibile solo nel 2022) ed il non corretto inquadramento della violazione nell’ambito della fattispecie di “credito inesistente” anziché “credito non spettante”.