Cerca
Close this search box.

SUPERBONUS ASSUNZIONI – Il nuovo decreto

L’articolo 4 del decreto legislativo 30 dicembre 2023 n. 2016 prevede che “il costo del personale di nuova assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è maggiorato, ai fini della determinazione del reddito, di un importo pari al 20% del costo riferibile all’incremento occupazionale”. Ora grazie al decreto del 25 giugno del MEF questa norma diventa applicabile.

Il Superbonus assunzioni spetta esclusivamente nel caso in cui ci sia un reale aumento della forza lavoro in azienda e lo sgravio ha la forma di una maxideduzione dal reddito degli stipendi maggiorati del 20%. Maggiorazione che sale al 30% nel caso in cui si assumano persone difficili da collocare nel mondo del lavoro.

Il decreto in particolare afferma che ”spetta per le assunzioni di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, con contratto in essere al termine del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023, se il numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato alla fine del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 è superiore al numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupato nel periodo d’imposta precedente”.

I soggetti deboli per i quali spetta l’ulteriore agevolazione del 10% sono individuati nell’allegato 1 al decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 sono:

  • persone con disabilità riconosciuta;
  • ex percettori di reddito di cittadinanza che non integrino i requisiti per l’accesso all’Assegno di inclusione,
  • lavoratrici madri con almeno due figli minori o prive di un impiego regolarmente retribuito;
  • donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea e nelle aree svantaggiate;
  • donne vittime di violenza;
  • giovani ammessi agli incentivi sull’occupazione.

Possono avvalersi dell’agevolazione titolari di reddito di impresa ed esercenti arti e professioni. Non possono ottenere l’agevolazione le imprese in liquidazione ordinaria, in fase di liquidazione giudiziale o agli altri istituti liquidatori relativi alla crisi di impresa.