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CIRCOLARE N. 3 – TASSO DI INTERESSE LEGALE AL 2,5% DAL 1 GENNAIO 2024

Gentile cliente, con la presente desideriamo informarLa che è stato modificato il tasso d’interesse legale di cui all’art. 1284 c.c. abbassandolo dal 5% all’ 2,5% in ragione d’anno a partire dal 1° gennaio 2024. Tale innalzamento determina una serie di conseguenze sul piano fiscale e contributivo. L’effetto più importante riguarda il calcolo delle somme da pagare in seguito al ravvedimento operoso ex art. 13 del DLgs. 472/97. In questo caso, infatti, il tasso legale da applicare è quello in vigore nei singoli periodi, secondo un criterio di pro rata temporis, ed è quindi pari allo 5% fino al 31 dicembre 2023 e all’2,5% dal 1° gennaio 2024 fino al giorno di versamento compreso. La nuova misura del tasso legale rileva per il calcolo degli interessi, non determinati per iscritto, in relazione: i) ai capitali dati a mutuo (art. 45 comma 2 del TUIR); ii) agli interessi che concorrono alla formazione del reddito d’impresa (art. 89 comma 5 del TUIR). Ai fini contributivi il tasso di interesse legale ha effetto, in particolare, sulle sanzioni civili previste per l’omesso o ritardato versamento di contributi previdenziali e assistenziali, ai sensi dell’art. 116 della L. n. 388/2000. Le sanzioni civili per omesso o ritardato versamento di contributi possono essere infatti ridotte fino alla misura del tasso di interesse legale, in caso di: i) oggettive incertezze dovute a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sull’esistenza dell’obbligo contributivo; ii)  fatto doloso di terzi, denunciato all’autorità giudiziaria; iii) crisi, riconversione o ristrutturazione aziendale di particolare rilevanza sociale ed economica in relazione alla situazione occupazionale locale ed alla situazione produttiva del settore; iv) aziende agricole colpite da eventi eccezionali; v) aziende sottoposte a procedure concorsuali; vi) enti non economici e di enti, fondazioni e associazioni non aventi fini di lucro.
Premessa

Con decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 29 novembre 2023, il tasso di interesse legale di cui all’art. 1284 c.c. è stato diminuito dallo 5 % all’2,5% in ragione d’anno.

La variazione del tasso legale ha effetto anche in relazione ad alcune disposizioni fiscali e contributive.

Il nuovo tasso di interesse legale dell’ 2,5% si applica dall’1.1.2024.

Effetti ai fini fiscali

La variazione del tasso legale ha effetto anche in relazione ad alcune disposizioni fiscali.

Ravvedimento operoso

L’incremento del tasso di interesse legale comporta l’aumento degli importi dovuti in caso di ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del DLgs. 18.12.97 n. 472.

Per regolarizzare gli omessi, insufficienti o tardivi versamenti di tributi mediante il ravvedimento operoso, infatti, occorre corrispondere, oltre alla prevista sanzione ridotta, anche gli interessi moratori calcolati al tasso legale, con maturazione giorno per giorno, a partire dal giorno successivo a quello entro il quale doveva essere assolto l’adempimento e fino al giorno in cui si effettua il pagamento.

Il tasso legale da applicare è quello in vigore nei singoli periodi, secondo un criterio di pro rata temporis, ed è quindi pari:

  • allo 0,5%, dall’1.1.2015 al 31.12.2015;
  • allo 0,2%, dall’1.1.2016 al 31.12.2016;
  • allo 0,1%, dall’1.1.2017 al 31.12.2017;
  • allo 0,3%, dall’1.1.2018 al 31.12.2018;
  • allo 0,8%, dall’1.1.2019 al 31.12.2019;
  • allo 0,05%, dall’1.1.2020 al 31.12.2020;
  • allo 0,01%, dall’1.1.2021 al 31.12.2021;
  • all’1,25%, dall’1.1.2022 al 31.12.2022
  • all’5% dal 1.1.2023 al 31.12.2023
  • all’2,5% dall’1.1.2024 fino al giorno di versamento compreso.
Ad esempio, il ravvedimento operoso dell’omesso versamento del secondo acconto IRPEF/IRES o IRAP, scaduto il 30.11.2023, che verrà effettuato il 16.2.2024, comporta l’applicazione del tasso legale: dello 5%, per il periodo 1.12.2023 – 31.12.2023;dell’2,5%, per il periodo 1.1.2024 – 16.2.2024.
Rateizzazione delle somme dovute in seguito all’adesione ad istituti deflativi del contenzioso a regime

La diminuzione al 2,5% del tasso di interesse legale rileva anche in caso di opzione per il versamento rateale delle somme dovute per effetto dei seguenti istituti deflativi del contenzioso:

  • accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 8 del DLgs. 19.6.97 n. 218; sulle rate successive alla prima, gli interessi legali sono calcolati dalla data di perfezionamento dell’atto di adesione;
  • acquiescenza all’accertamento, ai sensi dell’art. 15 del DLgs. 19.6.97 n. 218; sulle rate successive alla prima, gli interessi legali sono calcolati dal giorno successivo al versamento della prima rata;
  • conciliazione giudiziale, ai sensi dell’art. 48 del DLgs. 31.12.92 n. 546; gli interessi legali sono calcolati sulle rate successive alla prima.

In relazione all’accertamento con adesione, la circolare Agenzia delle Entrate 21.6.2011 n. 28 (§ 2.16) ha precisato che la misura del tasso legale deve essere determinata con riferimento all’anno in cui viene perfezionato l’atto di adesione, rimanendo costante anche se il versamento delle rate si protrae negli anni successivi.

Pertanto, ad esempio, in caso di atto di adesione perfezionato nel 2023 il cui pagamento viene rateizzato, sulle rate successive alla prima continua ad applicarsi il tasso legale del 5%% in vigore nel 2023, anche per le rate che scadranno negli anni successivi, indipendentemente dalle successive variazioni del tasso legale.

Tale principio deve ritenersi applicabile anche in relazione agli altri istituti deflativi del contenzioso, sopra richiamati.

Misura degli interessi non computati per iscritto

La nuova misura dell’2,50% del tasso legale rileva anche per il calcolo degli interessi, non determinati per iscritto, in relazione:

  • ai capitali dati a mutuo (art. 45 co. 2 del TUIR);
  • agli interessi che concorrono alla formazione del reddito d’impresa (art. 89 co. 5 del TUIR).
Rateizzazione dell’imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazione delle partecipazioni non quotate e dei terreni

La diminuzione del tasso legale al 2,5% non rileva invece in relazione alla rateizzazione dell’imposta sostitutiva dovuta per la rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni, ai sensi, rispettivamente, degli artt. 5 e 7 della L. 28.12.2001 n. 448 (Finanziaria 2002) e successive modifiche ed integrazioni.

In tal caso gli interessi dovuti per la rateizzazione rimangono fermi al 3%, in quanto tale misura non è collegata al tasso legale.
  Adeguamento dei coefficienti dell’usufrutto e delle rendite ai fini delle imposte indirette 

La diminuzione del tasso legale al 2,5% ha richiesto l’intervento del DM 21 dicembre 2023, pubblicato sulla G.U. 29 dicembre 2023 n. 302, che ha adeguato i coefficienti per la determinazione del valore, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria, catastale, di successione e donazione:

  • delle rendite perpetue o a tempo indeterminato;
  • delle rendite o pensioni a tempo determinato;
  • delle rendite e delle pensioni vitalizie;
  • dei diritti di usufrutto a vita.

In particolare, il DM 21 dicembre 2023 ha fissato nella misura di 40, dal 1° gennaio 2024, il coefficiente per la determinazione del valore delle rendite e delle pensioni, ai sensi degli artt. 46 comma 2 del DPR 131/86 e 17 comma 1 del DLgs. 346/90. Dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, tale coefficiente era stato fissato nella misura di 20 dal DM 20 dicembre 2022 in relazione al tasso di interesse del 5% fissato dal DM 13 dicembre 2022.

L’aumento a 40 del coefficiente da usare per determinare il valore delle rendite comporta dunque un innalzamento del valore delle rendite, si pensi, per esempio che per determinare il valore di una rendita a tempo indeterminato o perpetua, costituita dal 1° gennaio 2024, è necessario moltiplicare il valore dell’annualità per il coefficiente di 40 mentre fino al 31 dicembre 2023, si sarebbe moltiplicato per 20.

L’art. 1 comma 3 del DM 21 dicembre 2023, inoltre, sostituisce il prospetto dei coefficienti allegato al DPR 131/86, necessario per la determinazione del valore del diritto di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni vitalizie.

I nuovi valori definiti dal DM 21 dicembre 2023 si applicano, per espressa disposizione dell’art. 2 del medesimo DM: agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni apertesi ed alle donazioni fatte a decorrere dal 1° gennaio 2024.

Effetti ai fini contributivi

La variazione del tasso legale ha effetto anche in relazione alle sanzioni civili previste per l’omesso o ritardato versamento di contributi previdenziali e assistenziali.

In caso di omesso o ritardato versamento di contributi, infatti, le sanzioni civili possono essere ridotte fino alla misura del tasso di interesse legale, quindi al 2,5% dall’1.1.2024, in caso di:

  • oggettive incertezze dovute a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sull’esistenza dell’obbligo contributivo;
  • fatto doloso di terzi, denunciato all’autorità giudiziaria;
  • crisi, riconversione o ristrutturazione aziendale di particolare rilevanza sociale ed economica in relazione alla situazione occupazionale locale ed alla situazione produttiva del settore;
  • aziende agricole colpite da eventi eccezionali;
  • aziende sottoposte a procedure concorsuali;
  • enti non economici e di enti, fondazioni e associazioni non aventi fini di lucro.
La nuova misura minima della sanzione, pari al 2,5%, si applica ai contributi con scadenza di pagamento a partire dall’1.1.2024.