L’istanza per regolarizzare gli indebiti utilizzi in compensazione del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, maturato nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 deve essere presentata entro il 30 settembre 2022.

Per il pagamento di quanto dovuto, invece, il termine è fissato al 16 dicembre 2022, in unica soluzione o in tre rate senza applicazione di sanzioni e interessi con scadenza 16/12/2022, 16/12/2023, 16/12/2024. La procedura si perfeziona con il pagamento in unica soluzione o dell’ultima rata dell’intero importo dovuto.
In caso di riversamento rateale, il mancato pagamento di una delle rate entro la scadenza prevista comporta il mancato perfezionamento della procedura e l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti, nonché l’applicazione di una sanzione pari al 30% degli stessi e degli interessi, con decorrenza dalla data del 17 dicembre 2022.

Si ricorda che non è possibile avvalersi della compensazione. E’ quanto prevede la bozza di provvedimento che l’Agenzia delle Entrate ha messo in consultazione fino al 25 maggio. Oltre al provvedimento sono state pubblicate le bozze del modello e delle relative istruzioni di compilazione.

La regolarizzazione prevista dal decreto 146 è stata introdotta la fine di sanare tutte quelle irregolarità che, anche a causa di una normativa complessa che è andata stratificandosi nel tempo, si sono verificate nella fruizione del bonus ricerca e sviluppo.
L’accesso alla procedura è in ogni caso escluso nei casi in cui il credito d’imposta utilizzato in compensazione sia il risultato di condotte fraudolente, di fattispecie oggettivamente o soggettivamente simulate, di false rappresentazioni della realtà basate sull’utilizzo di documenti falsi o di fatture che documentano operazioni inesistenti, nonché nelle ipotesi in cui manchi la documentazione idonea a dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili al credito d’imposta.
Inoltre, la procedura non può essere utilizzata per il riversamento dei crediti il cui indebito utilizzo in compensazione sia già stato accertato con un atto di recupero crediti, ovvero con altri provvedimenti impositivi, divenuti definitivi al 22 ottobre 2021 (data di entrata in vigore del D.L. n. 146). Nel caso in cui l’indebito utilizzo del credito d’imposta sia già stato constatato con un atto istruttorio, ovvero accertato con un atto di recupero crediti, ovvero con un provvedimento impositivo, non ancora divenuti definitivi al 22 ottobre 2021, il versamento deve obbligatoriamente riguardare l’intero importo del credito oggetto di recupero, accertamento o constatazione, senza possibilità di applicare la rateazione.

Il perfezionamento della procedura di riversamento ha come effetto quello di escludere la punibilità per il delitto di indebita compensazione di crediti non spettanti (art. 10-quater, D.Lgs. n. 74/2000).

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